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Lettera al Presidente del Consiglio

 

Al Presidente del Consiglio
Giuseppe Conte
e per conoscenza:
Ai Vice Presidenti Matteo Salvini e Luigi di Maio
Al Ministro dell’Istruzione
Marco Bussetti
Da alcuni mesi stiamo assistendo nel nostro Paese ad un crescendo di fenomeni di intolleranza, ad azioni di respingimento dei migranti e di smantellamento di servizi di accoglienza e di integrazione. Prima di tutto come cittadini, in particolare poi come insegnanti impegnati da anni nella scuola con i ragazzi e, come associazione, nelle attività di formazione dei docenti non possiamo non esprime con forza la nostra preoccupazione ed il nostro dissenso nei confronti di recenti scelte del governo.
Alla luce della nostra Costituzione e della solida tradizione culturale del nostro Paese, ogni giorno ci impegniamo nell’educazione delle nuove generazioni affinché possano diventare cittadini responsabili e partecipi alla costruzione del bene comune nel rispetto profondo dei valori umani.
Da anni ormai le nostre scuole sono impegnate nell’accoglienza e nell’integrazione di giovani provenienti da altri paesi o nati in Italia da genitori immigrati. Sappiamo bene quanto l’insegnamento della lingua italiana e l’incontro con la scuola, la prima istituzione del paese che li accoglie con la quale entrano in contatto, sia fondamentale perché si possa costruire un dialogo, un sereno clima di conoscenza reciproca che favorisca l’incontro fra culture diverse. Sappiamo quanto la scuola sia importante anche per favorire l’integrazione delle famiglie.
Se nei titoli dei giornali e nelle statistiche i migranti sono numeri, nelle nostre aule, nei centri di accoglienza, nei campi di raccolta dei pomodori, nelle fabbriche, sono visi, occhi che ti interrogano, storie spesso drammatiche. In particolare in questo momento noi pensiamo ai bambini del Cara di Castelnuovo di Porto che da un giorno all’altro, senza nessuna preparazione, sono stati strappati (non troviamo altra parola) dalla loro scuola, dalle relazioni che avevano costruito sicuramente con fatica. E non è necessario che ce lo dicano gli esperti, quanto la lacerazione delle relazioni sia traumatica per bambini, adolescenti, adulti. Basterebbe che ciascuno ripensasse a sue esperienze.
Se davvero pensiamo al futuro, loro e del nostro paese, dobbiamo seriamente e razionalmente affrontare il tema dell’immigrazione, certamente complesso, che non si risolve con prove di forza, ma con azioni e progetti che non possono mai violare i diritti umani, il rispetto dei quali è l’unica garanzia della sicurezza di un paese.
Chiediamo a Lei, nel suo ruolo di Presidente del Consiglio, di farsi garante del rispetto formale e sostanziale della nostra Costituzione, di intervenire perché il nostro continui ad essere un paese in cui umanità, diritti e legalità continuino ad essere un riferimento per tutti.