7-8 Luglio-Agosto-2026

Anno LXXXIII Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2026 17 Il Tavolo Negoziale: regole e sfide della Contrattazione Integrativa d’Istituto Luigina Palazzo - Consulente professionale nazionale UCIIM ETS Fatti e problemi Rappresentanti Territoriali. Chi siede al tavolo? Il nodo della «Rappresentatività» Un errore comune è confondere il mero dato associativo con il potere contrattuale. Avere degli iscritti garantisce la cosiddetta «Rappresentanza», un rapporto diretto e privato tra lavoratore e sindacato. Tuttavia, per avere il potere legale di sedersi al tavolo delle trattative serve la Rappresentatività. Questa soglia d’ingresso, fissata al 5%, viene calcolata attraverso una media rigorosa tra il dato associativo (la percentuale di deleghe sindacali) e il dato elettorale (la percentuale di voti RSU). La matrice delle relazioni sindacali a scuola La vita sindacale all’interno della scuola non si esaurisce nella semplice firma di un contratto, ma si articola in tre sfere d’azione ben distinte: 1. La Contrattazione: È il cuore operativo, una negoziazione vincolante dove «si decide insieme». Qui si definiscono criteri cruciali come la ripartizione del FMOF (Fondo Miglioramento Offerta Formativa), i compensi accessori, l’individuazione di fasce di flessibilità oraria per il personale ATA e l’uso delle strumentazioni per garantire il diritto alla disconnessione. La contrattazione integrativa d’istituto rappresenta uno dei momenti più delicati e strategici per la vita di una comunità scolastica. È in questa sede, infatti, che le macro-regole nazionali vengono calate nella realtà quotidiana di docenti, personale ATA e dirigenti. Orientarsi in questo complesso labirinto di norme non è semplice: richiede a Dirigenti Scolastici, Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) e Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) una profonda conoscenza dei propri ruoli e dei limiti normativi. L’evoluzione: da dove veniamo Per comprendere il sistema attuale, è utile guardare alla sua evoluzione. Il sistema contrattuale pubblico è figlio della prima privatizzazione del 1993, consolidatosi poi con il Testo Unico sul pubblico impiego del 2001. Tuttavia, è con la «Riforma Brunetta» (2009/2011) che il sistema ha assunto l’assetto odierno: un passaggio formale verso una maggiore efficienza e trasparenza, introducendo una forte enfasi sulla premialità, ma soprattutto su rigidi vincoli di bilancio e controlli rigorosi. Oggi, l’architettura della contrattazione si sviluppa su tre gradoni principali: la sede ministeriale (MIM), le direzioni regionali (USR) ed infine, la sede scolastica, dove i protagonisti diventano il Dirigente Scolastico, le RSU e i

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