Anno LXXXIII Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2026 6 della scuola non è occultare tale rischio, ma armare le menti a riconoscerlo (Morin, 2001). Se l’erranza è struttura, l’esperienza dell’errore è il luogo in cui la struttura diventa consapevolezza. Qui la tradizione ermeneutica offre alla pedagogia dell’errore la sua fondazione più solida. Gadamer, riprendendo la dialettica hegeliana della negazione determinata, osserva che l’esperienza autentica (Erfahrung) è essenzialmente negativa: si fa esperienza propriamente quando le cose vanno diversamente da come ci si aspettava; e la persona esperta non è colei che ha accumulato conferme, ma colei che, attraverso le smentite, ha imparato la finitezza di ogni anticipazione (Gadamer, 1960/1983). L’errore non aggiunge un dato al sapere: riorganizza il rapporto del soggetto con il proprio sapere. È la differenza, già emersa sul piano didattico, tra correzione-sostituzione e correzione-interpretazione; sul piano filosofico, tra informazione e formazione, tra accumulo e Bildung. Peirce ha dato a questa intuizione il nome di fallibilismo e le ha conferito una dinamica logica precisa: l’inferenza abduttiva — il salto congetturale che genera ipotesi nuove — nasce sempre da un fatto sorprendente, cioè da uno scarto tra atteso e accaduto (Peirce, 19311958). L’errore, in questa prospettiva, non è soltanto ciò che la conoscenza corregge: è ciò che la mette in moto. La sorpresa è il motore dell’indagine; una didattica che sottraesse sistematicamente allo studente l’esperienza della sorpresa — perché la risposta fluente arriva prima che la domanda sia matura — non renderebbe l’apprendimento più efficiente: lo renderebbe sterile. È il rischio che Byung-Chul Han ha descritto come cifra della società della prestazione, nella quale la negatività dell’ostacolo viene rimossa in favore di una positività levigata, senza attrito e, per ciò stesso, senza pensiero (Han, 2010/2012). L’errore non è ciò che accade alla conoscenza quando fallisce; è ciò che rivela la conoscenza per quello che è: un’impresa finita, corporea, storica, esposta. mensioni — soprattutto linguistiche, analitiche, procedurali e rappresentazionali — ma non può sostituire la totalità dell’esperienza umana dell’apprendere. 2.5 L’errare e l’errore: fondazione antropologico-filosofica della fallibilità Le prospettive pedagogiche ed epistemologiche fin qui richiamate poggiano su un fondamento che merita di essere esplicitato: prima di essere un problema didattico, l’errore è una struttura antropologica. La lingua latina custodisce a questo proposito un’ambivalenza istruttiva: errare significa insieme vagare e sbagliare. Prima di configurarsi come incidente epistemico, l’errore è un modo del movimento: il cammino di chi non dispone in anticipo della mappa. La filosofia del Novecento ha preso sul serio questa ambivalenza. Heidegger, nel saggio sull’essenza della verità, parla di Irre — l’erranza — non come difetto occasionale del conoscere, ma come dimensione costitutiva dell’esserci: l’uomo erra perché è l’ente esposto all’aperto, alla possibilità del velamento e dello svelamento, e l’erranza appartiene alla costituzione interna dell’esser-ci, mai semplicemente eliminabile (Heidegger, 1930/1987). Ne discende una conseguenza pedagogicamente decisiva: un’educazione che promettesse l’estinzione dell’errore non correggerebbe l’umano, lo amputerebbe. Nietzsche era giunto, per altra via, a una conclusione ancora più radicale: tra le condizioni stesse della vita potrebbe esserci l’errore, perché il vivente non conosce per rispecchiare il mondo, ma per orientarsi in esso (Nietzsche, 1882/1965). Senza aderire all’esito prospettivista, il punto merita di essere trattenuto: la fallibilità non è il prezzo che l’uomo paga per conoscere; è la forma stessa del suo conoscere, in quanto conoscere finito, situato, temporale. Edgar Morin ha tratto da questa consapevolezza il primo dei suoi sette saperi necessari all’educazione del futuro: insegnare che ogni conoscenza porta in sé il rischio dell’errore e dell’illusione, e che il compito
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=