Anno LXXXIII Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2026 23 Cultura e Ricerca didattica Tre grandi sfide per una scuola di umanità Giuseppe Adernò, Presidente emerito sezione UCIIM Catania scuola, la sua missione profonda e nel percorso scolastico formativo che accompagna e guida lo studente fino al raggiungimento di un traguardo di pienezza, divenendo «personalità». Per il mondo della scuola al paragrafo 143 della Magnifica humanitas vengono tracciate tre sfide, definite «improrogabili» e nel presentarle se ne condivide l’urgenza nell’ottica di possibili e necessari interventi. 1. La sfida sociopolitica mette in evidenza la forte diseguaglianza nell’accesso all’istruzione. Il diritto-dovere all’istruzione in molti Paesi non viene rispettato a beneficio di tutti gli abitanti, mediante un servizio pubblico di istruzione. In altri Paesi, come in Italia, permane l’emergenza della dispersione scolastica e della «povertà educativa», determinata anche dalla crisi dei valori. Alcune strutture private, non beneficiando del sostegno dello Stato hanno costi elevati che non tutti genitori possono permettersi ed anche la scuola cattolica paritaria è in sofferenza per le difficoltà economiche e sono tante le opere educative che hanno cessato l’attività, come fari si spengono nella notte buia della società della conoscenza e dei valori. 2. La sfida pedagogica evidenzia la necessità di un efficace aggiornamento professionale con la finalità di seguire e guidare i ritmi dei cambiamenti socioculturali e sostenere la crescita integrale degli studenti. Lo sviluppo delle tecnologie informatiche e dell’intelligenza artificiale rende inadeguati i programmi di studio, pensati per un’altra epoca. La scuola del leggere, scrivere e far di La definizione di scuola che emerge dalla Magnifica humanitas: di Papa Leone XIV: «Luogo in cui le nuove generazioni possono imparare a cercare e amare la verità, a interrogarsi sul senso della vita e sulla dignità della persona» integra e aggiorna la precedente definizione tratta anch’essa da un documento della Santa Sede degli anni Ottanta: «Luogo privilegiato in cui, attraverso l’acquisizione sistematica e critica della cultura, si promuove la formazione integrale, dello studente-persona-cittadino». Le due definizioni sono convergenti nell’indicare che la trasmissione della cultura non è il fine primario della scuola, bensì un mezzo, uno strumento per conseguire il traguardo e la vera finalità dell’istituzione scolastica che è la formazione integrale dello studente-persona-cittadino e la triplice articolazione esplicita l’azione culturale, sociale e civile della scuola, che ha come centralità lo studente-persona che «cresce in armonia nella comunità, diventa uomo, apre i suoi occhi al vero e scopre la dimensione dei valori». Sono convergenti ancora nel qualificare l’importanza di un’acquisizione sistematica e critica della cultura ed hanno come traguardo la ricerca e l’amore della verità, l’interrogarsi sul senso della vita, della dignità della persona e la dimensione dei valori. È urgente restituire alla scuola una dimensione più umana, capace di tenere insieme apprendimento, relazione e crescita personale, mettere al centro l’allievo e accompagnarlo nel suo divenire: è questa la missione profonda della scuola. La persona,» ciò che è più perfetto in tutta la natura» resta il centro di attenzione della
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