Anno LXXXIII Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2026 24 verità, dall’esercizio della riflessione, del saper «pensare prima di agire» e poi ancora del saper «pensare col cuore e amare col cervello». Il considerare la scuola come luogo in cui si impara come pensare, non cosa pensare, implica una trasformazione profonda del lavoro in classe. Non si tratta solo di contenuti, ma di sviluppare pensiero critico, potenziare l’autonomia, imparare a discutere e argomentare, costruire relazioni educative significative e riconoscere i tempi e i bisogni degli studenti. In questo quadro, il docente assume sempre più il ruolo di facilitatore e guida, mentre lo studente diventa protagonista attivo del proprio percorso. Nell’enciclica di Papa Leone XIV vengono proposte delle piste di lavoro da seguire: «Occorre promuovere una vera igiene dell’attenzione, ritmi che prevedono silenzio, studio approfondito, lettura, confronto ponderato; senza questi elementi la libertà interiore può risultare compromessa. L’igiene dell’attenzione sollecita un intervento di modifica del modo di insegnare e come afferma John Dewey: «Se insegniamo oggi come abbiamo insegnato ieri, rubiamo ai nostri ragazzi il domani». Oggi i ragazzi «sanno molte cose» ma faticano a dare un orientamento alla propria vita, sono impreparati alla scelta ed è compito della scuola, che tra le sue caratteristiche è «orientativa», guidare gli studenti nella graduale costruzione del personale, unico e irripetibile progetto di vita e non perdere l’orizzonte di senso. È altresì opportuno ridurre la mole di progetti che singolarmente presentano ottimi spunti di apprendimento e di nuove conoscenza, ma spesso, privilegiando l’azione progettuale, ai rallenta il processo formativo e i molteplici interventi progettuali diconto, delle lezioni frontali, dei programmi ministeriali da svolgere, oggi ha assunto una nuova dimensione di progettazione didattica finalizzata allo sviluppo di competenze in vista della formazione integrale dello studente, La ricerca della verità del sapere, delle conoscenze si intreccia con il saper dare senso alla vita, alla relazione educativa, che diventa accoglienza, integrazione e inclusione sociale , dialogo, rispetto delle regole e testimonianza di cittadinanza attiva e responsabile. L’aggiornamento del Personale della scuola non si può limitare soltanto all’applicazione delle norme e dei decreti ministeriali, ma dovrebbe essere meglio orientato alla formazione etica e professionale del docente-educatore, attento ai bisogni dello studente, capace di saper guadare tutti e osservare ciascuno; di saper» dialogare in modo positivo con le nuove tecnologie, aiutando gli studenti a farne un uso responsabile, critico e creativo e non subirne passivamente l’influsso». 3. La terza grande sfida è quella intellettuale e sapienziale. Nella società tecnologica la molteplicità delle informazioni, spesso frammentarie, distrae dalla ricerca della
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