Anno LXXXIII Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2026 35 Tuttavia, l’entusiasmo per queste innovazioni deve fare i conti con una realtà infrastrutturale che presenta ancora numerose ombre. Le Indicazioni Nazionali nascono come risposta all’impellente necessità di promuovere il movimento in un Paese dove, purtroppo, uno studente su due si trova in una condizione di sovrappeso o obesità. Si tratta di una sfida di salute pubblica che la scuola è chiamata a combattere in prima linea. Eppure, i docenti si trovano spesso a operare in contesti logistici estremamente complicati, con palestre rare, inagibili o del tutto assenti in molte scuole, da nord a sud. Nonostante queste criticità strutturali, la direzione tracciata dal Decreto 221/2025 apre a sfide stimolanti che richiedono una nuova progettualità. La scommessa per il futuro risiede nella capacità di integrare il movimento in ogni momento della vita scolastica, superando l’idea della «ora di ginnastica» isolata dal resto del curriculum. La visione proposta è quella di una scuola dinamica, dove l’attività fisica sia il collante per un’educazione integrale, capace di formare giovani generazioni più sane, consapevoli e pronte ad affrontare le complessità del mondo contemporaneo con vitalità ed equilibrio. buita alle Scienze Motorie. Il movimento viene finalmente riconosciuto come un autentico motore per l’apprendimento globale, capace di stimolare non solo lo sviluppo fisico e l’adozione di stili di vita attivi e sani, ma anche di potenziare le abilità cognitive, sociali ed emotive. L’attività fisica diventa così il terreno ideale per sperimentare la resilienza, la gestione dell’errore, la cooperazione e il rispetto delle regole, competenze trasversali che si riflettono direttamente sul rendimento scolastico generale e sul clima di classe. In questo contesto di rinnovamento, assume un ruolo centrale il docente specialista in educazione motoria alla scuola primaria. Questa figura, introdotta per le classi quarte e quinte dalla Legge 234 del 2021, vede oggi il proprio profilo evolversi ulteriormente. Le nuove indicazioni delineano per questo esperto il ruolo di «Activity manager», un professionista messo a disposizione dell’intera comunità scolastica. Il suo compito travalica le mura della palestra: l’Activity manager deve farsi promotore attivo del benessere e di abitudini salutari non solo per gli alunni, ma coinvolgendo anche il personale della scuola, diventando il perno di un ecosistema educativo orientato alla salute.
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