Anno LXXXIII Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2026 40 fondamento della convivenza civile. L’AI può certamente supportare il lavoro dell’insegnante, alleggerendo alcune attività ripetitive e offrendo nuove opportunità di personalizzazione degli apprendimenti, ma rimane uno strumento. La regia educativa continua ad appartenere alla professionalità docente. In questo senso, le nuove Linee guida ministeriali rappresentano un invito non soltanto all’innovazione tecnologica, ma anche a una rinnovata consapevolezza pedagogica. Un’esperienza che guarda al futuro L’esperienza promossa dall’UCIIM Giovinazzo-Molfetta ha dimostrato come sia possibile affrontare il tema dell’intelligenza artificiale, senza entusiasmi ingenui e semplicisti, né pregiudiziali diffidenze. La formazione proposta ha consentito di costruire un approccio equilibrato, nel quale competenze tecniche, riflessione educativa ed etica della responsabilità si siano intrecciate in modo fecondo. In una stagione di cambiamenti rapidi e spesso difficili da interpretare, la scuola è chiamata a svolgere ancora una volta il proprio compito fondamentale: aiutare le nuove generazioni a comprendere il mondo, per poterlo abitare da protagoniste consapevoli e critiche. L’intelligenza artificiale rappresenta certamente una delle grandi sfide del nostro tempo. Ma, come è emerso con chiarezza durante il corso, la vera domanda non riguarda soltanto ciò che le macchine possono fare, ma soprattutto ciò che gli educatori, gli studenti e la comunità scolastica desiderano diventare. È questa la prospettiva che ha guidato il percorso formativo dell’UCIIM GiovinazzoMolfetta: accompagnare la scuola dall’innovazione tecnologica alla consapevolezza educativa, affinché l’intelligenza artificiale possa essere realmente al servizio della persona e della crescita integrale dell’uomo. zione, può veramente diventare un faro per i docenti che non devono mai perdere la speranza e la fiducia nella loro professione. «La speranza è come il bastone del viandante - ha concluso il professore - non gli toglie la fatica, ma gli consente di andare avanti». Se l’intelligenza artificiale eccelle nell’elaborazione di dati e nella soluzione di problemi, l’essere umano mantiene la responsabilità delle domande di senso, della capacità di giudizio, della dimensione etica e relazionale che caratterizza ogni autentico processo educativo. In questa prospettiva, la scuola continua ad avere una missione insostituibile: formare cittadini capaci di cooperazione, responsabilità e partecipazione, evitando che la competizione prevalga sulla solidarietà. La centralità del docente nell’era dell’AI Uno dei messaggi più forti emersi durante tutto il percorso riguarda il ruolo del docente. Contrariamente a narrazioni spesso semplicistiche che contrappongono uomo e macchina, il corso ha evidenziato come l’intelligenza artificiale non possa sostituire la relazione educativa. Nessun algoritmo è in grado di comprendere pienamente la complessità di una classe, di cogliere le fragilità di uno studente, di incoraggiare chi vive un momento di difficoltà o di trasmettere quei valori che costituiscono il
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