Anno LXXXIII Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2026 43 cro” pedagogico del Patto Non coperto da nessuna delle tre proposte con la stessa nettezza del Tavolo (§1.5). È anzi il punto di massima divergenza, come illustrato al §3: il DDL Gelmini/Versace sposta esplicitamente la titolarità della regia sul Comune, mentre Battilocchio e il DDL 28 la collocano altrove (presidio, scuola-polo). Resta il principio che la scuola, tramite il PTOF, dovrebbe garantire “legittimità, visione pedagogica e continuità” indipendentemente da chi guida amministrativamente il Patto. 4.2 La fascia 0-6 anni come ambito strategico Non coperto da nessuna delle tre proposte. Né il PdL Battilocchio, né il DDL 28, né il DDL Gelmini/Versace (che pure si rivolge a una fascia 14-25 per la cittadinanza attiva, e più ampiamente ai “giovani” senza soglia minima esplicita per i Progetti comunali) menzionano i servizi per la prima infanzia. Resta un’assenza significativa rispetto al §1.6 del Tavolo, che li individua come “radice dell’equità”. 4.3 L’approccio dialogico come metodo, non solo come finalità Non coperto. Le tre proposte si concentrano su che cosa fare (spazi, fondi, percorsi, figure) ma non su come costruire l’alleanza educativa. Il documento del Tavolo, con le esperienze di Jesolo e della Rete Scuole Dialogiche (§1.7, §2.3, §2.4), propone pratiche dialogiche strutturate e un coinvolgimento autentico — non solo procedurale — di studenti e famiglie fin dalla fase costitutiva del Patto. Resta il contributo più originale del documento del Tavolo e quello più facilmente traducibile in un requisito procedurale per l’accesso ai fondi, qualunque sia il soggetto titolare della regia. 4.4 Sistema di monitoraggio e valutazione qualitativa partecipata Parzialmente coperto solo dal DDL Gelmini/Versace, che all’art. 9 istituisce una piattaforma informativa ministeriale e una relazione annuale alle Camere. Si tratta però di un impianto rendicontativo-amministrativo (numero di giovani coinvolti, soggetti partecipanti, utilizzo degli spazi), non di un sistema di unitaria: chi è il soggetto che promuove e coordina l’alleanza educativa territoriale. 1. Battilocchio/Save the Children — il presidio territoriale. Il perno è il presidio fisico nei territori a maggiore fragilità, con il “facilitatore” come figura di coordinamento dedicata. La scuola è uno dei soggetti coinvolti, non necessariamente il regista. 2. DDL 28 Malpezzi/Iori — la scuola-polo. Il perno è la scuola “polo”, che ospita figure professionali specialistiche (educatore, pedagogista, psicologo) con funzione di coordinamento pedagogico e clinico. 3. DDL Gelmini/Versace — il Comune come promotore. Il perno è il Comune, che sottoscrive l’intesa con la scuola e altri soggetti ma resta titolare della regia amministrativa. Nessuna nuova figura professionale è prevista: il coordinamento si fonda su volontariato, semplificazione e neutralità di spesa (art. 10), con esplicita esclusione di compensi per la partecipazione a cabine di regia. Il documento del Tavolo, al §1.5, prende una posizione netta e diversa da tutte e tre: la scuola, tramite il PTOF, deve restare il soggetto che orienta pedagogicamente il Patto, anche quando la regia amministrativa è di altri (Comune, ATS). Nessuna delle tre proposte recepisce con la stessa nettezza questo principio. È un punto su cui una proposta unitaria dovrebbe necessariamente prendere posizione esplicita, perché modelli di governance alternativi (presidio, scuola-polo, Comune) comportano conseguenze pratiche diverse su titolarità delle decisioni, responsabilità di spesa e continuità nel tempo in caso di alternanza amministrativa locale. 4. Aspetti qualificanti del Tavolo ancora assenti, o solo parzialmente coperti Questi sono i punti su cui potrebbe innestarsi una proposta unitaria tra le tre forze politiche promotrici. Per ciascuno si indica se e quanto le proposte normative lo coprono. 4.1 Centralità esplicita della scuola come “ful-
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