Anno LXXXIII Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2026 44 povertà educativa. 5. Conclusioni Le tre proposte normative non sono semplicemente complementari: su un punto centrale — la titolarità della regia del Patto — propongono modelli alternativi (presidio territoriale, scuola-polo, Comune) che una sintesi unitaria dovrà necessariamente comporre, anche perché da questa scelta dipendono titolarità di spesa, responsabilità di rendicontazione e continuità del progetto nel tempo. Sui contenuti, invece, le tre proposte sono in larga parte complementari: il PdL Battilocchio è più sviluppato sul versante degli spazi fisici nelle periferie urbane, il DDL 28 Malpezzi/Iori sulle figure professionali specialistiche estese a tutto il territorio nazionale, il DDL Gelmini/ Versace sulla partecipazione civica giovanile volontaria e sulla prevenzione dell’isolamento digitale, con un’attenzione specifica alle aree interne e ai piccoli Comuni. Il documento del Tavolo interassociativo offre il quadro teorico-metodologico che potrebbe tenere insieme queste tre impostazioni, e in particolare aiuta a sciogliere il nodo della governance riportando la scuola al centro come garante pedagogico, quale che sia il soggetto titolare della regia amministrativa. Restano inoltre da integrare, in qualunque sintesi, tre elementi assenti o solo abbozzati in tutte le proposte: l’attenzione strutturale alla fascia 0-6, il metodo dialogico-partecipativo come requisito procedurale per l’accesso ai fondi, e un sistema di monitoraggio qualitativo — non solo amministrativo — stabile e condiviso (1). (1) Documento di lavoro elaborato a fini di confronto tra fonti pubbliche (testo del PdL Battilocchio/Save the Children e relativi comunicati, scheda DDL S.28 sul portale del Senato, testo integrale del DDL S.1931 Gelmini/ Versace comunicato alla Presidenza il 9 giugno 2026) e il documento interassociativo “Patti educativi: alleanze per il territorio” del Tavolo interassociativo della scuola. indicatori di qualità relazionale come l’Osservatorio INDIRE-Labsus richiamato dal Tavolo al §1.9. Né il PdL Battilocchio né il DDL 28 prevedono meccanismi equivalenti, neppure in forma amministrativa. 4.5 Distinzione tra “firma/attivazione del Patto” e “processo trasformativo” Non coperto in modo esplicito da nessuna delle tre proposte, che tendono a istituzionalizzare la “cosa” (il presidio, la scuola-polo, il Progetto comunale) più che il processo di costruzione condivisa che il Tavolo pone al centro al §1.7. Il DDL Gelmini/Versace si avvicina indirettamente prevedendo l’aggiornamento annuale del Progetto “sentiti i soggetti aderenti” (art. 4, comma 3), ma senza specificare fasi di ascolto partecipato strutturate. 4.6 Collegamento con l’amministrazione condivisa dei beni comuni Parzialmente coperto dal DDL Gelmini/ Versace, che cita esplicitamente la “cura dei beni comuni” tra le attività ammissibili (art. 5) e i “beni confiscati alla criminalità organizzata” tra gli spazi valorizzabili (art. 4), un aggancio concettualmente vicino alla logica dei patti di collaborazione richiamata dal Tavolo al §1.2. Manca tuttavia, in tutte e tre le proposte, il riferimento esplicito al regolamento dell’amministrazione condivisa del Bene Comune e alla collaborazione INDIRE-Labsus, che semplificherebbe l’attuazione locale appoggiandosi a uno strumento giuridico già diffuso in molti Comuni. 4.7 Un elemento del DDL Gelmini/Versace non presente negli altri testi né nel documento del Tavolo Va segnalato, per completezza, un contributo specifico del DDL Gelmini/Versace che né le altre due proposte né il documento del Tavolo affrontano con pari attenzione: la prevenzione del ritiro sociale e dell’isolamento relazionale legato all’uso del digitale (art. 5, lett. e ed h), sostenuta da un’ampia base statistica ISTAT/OMS nella relazione introduttiva. È un tema che una proposta unitaria potrebbe recepire come ulteriore finalità esplicita, accanto alla dispersione scolastica e alla
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